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Friday, April 1, 2022

Propagarsi con lentezza: analisi del suono su Marte

Lento e smorzato, al punto che un’ipotetica conversazione fra due persone a cinque metri di distanza l’una dall’altra risulterebbe molto difficoltosa. Sono le caratteristiche della propagazione del suono nell’atmosfera del Pianeta rosso, ottenute dall’analisi delle registrazioni compiute con il microfono a bordo della SuperCam di Perseverance.

La freccia rossa indica il microfono presente sulla SuperCam del rover Perseverance. È lungo 3,4 cm e pesa 13 grammi. Crediti: Nasa, Jpl-Caltech

Thursday, March 1, 2007

Operazione Orion

«Se è verde o si muove è biologia, se puzza è chimica, se non funziona è fisica».
Arthur Bloch

Pro e contro dei futuri computer quantistici. Se non decoerisce funziona!

Il tredici febbraio di quest'anno (2007), una notizia apparsa inizialmente sui giornali locali di Vancouver (Canada) ha in breve tempo fatto il giro del mondo. I primi articoli che riportarono tale notizia, iniziavano quasi tutti con le seguenti parole: «Azienda canadese presenta un nuovo prodotto, nel campo delle applicazioni inerenti al settore della ricerca scientifica sui sistemi di calcolo». Questo nuovo prodotto difficilmente sarebbe potuto passare inosservato, poiché rappresenta una di quelle mete che in ambito tecnologico si riteneva fossero raggiungibili solo nei decenni a venire: ovvero la realizzazione fisica del computer quantistico (in sigla, QC, quantum computer).

Wednesday, February 14, 2007

Lene Vestergaard Hau, la donna che fermò la luce

Biografia e ricerche di una scienziata da Nobel

Lene Vestergaard Hau nacque a Vejle, una città danese di circa cinquantamila abitanti situata sull'omonimo fiordo [1], nella parte nordoccidentale di Fredericia, sulla costa orientale dello Jutland, il tredici novembre del 1959. Nonostante provenisse da una famiglia priva di qualsiasi legame con il mondo della scienza (il padre lavorava nell'industria calorifera, e la madre in un negozio), sviluppò sin da piccola una grande abilità nello studio e nella comprensione della matematica; una dote, questa, che le permise addirittura di tralasciare l'ultimo anno di scuole secondarie (medie), ed entrare direttamente al ginnasio. Consapevole delle sue grandi capacità di apprendimento nel campo delle cosiddette "scienze dure" (dall'inglese: hard sciences), decise di proseguire i suoi studi in fisica e matematica, iscrivendosi all'Università di Aarhus [2], situata a pochi chilometri dalla città in cui viveva.